La pastiera tra miti e leggende
Si racconta che sia stata la Sirena Partenope a idearne la ricetta. Altre fonti, invece, ne attribuiscono la creazione a una suora del convento benedettino di San Gregorio Armeno. Fatto sta che non è Pasqua senza di lei: la Pastiera.
Ci voleva la Pastiera a far sorridere mia moglie
Sull’ideazione della Pastiera circola anche un’altra storia, forse la più famosa. I protagonisti sono re Ferdinando II e sua moglie Maria Teresa d’Austria soprannominata “la regina che non sorride mai”. Si racconta, infatti, che il primo sorriso sul volto della regina spuntò solo dopo aver assaggiato una fetta di Pastiera di grano. Un’occasione unica che colpì a tal punto il re da fargli esclamare: «Ci voleva la Pastiera a far sorridere mia moglie. Ora per vederla sorridere di nuovo dovrò aspettare la prossima Pasqua».
sIMBOLOGIA di un’istituzione
Per la tradizione culinaria campana la Pastiera rappresenta una vera e propria istituzione da mettere a tavola nel periodo pasquale. La leggenda della Sirena Partenope narra di 7 doni che 7 fanciulle del popolo le consegnarono per ringraziarla del suo soave cantico. I 7 doni erano i 7 ingredienti tipici della classica Pastiera napoletana:
- farina;
- uova;
- zucchero;
- grano bollito nel latte;
- spezie;
- aromi;
- ricotta.
Dalla leggenda della Sirena Partenope deriverebbe l’usanza di mettere sulla Pastiera 7 strisce di pasta frolla. Il condizionale è d’obbligo perché anche su questa usanza circolano diversi miti. Infatti, secondo alcune fonti, le 7 strisce di pasta frolla formano la planimetria di Neapolis, l’attuale centro storico di Napoli, rappresentando i tre Decumani e i quattro Cardini della città antica greca. Miti e leggende a parte, la Pastiera è simbolo di rinascita e abbondanza, un momento di serenità per allentare i ritmi frenetici della quotidianità e godersi i sapori delle feste.
Nella nostra Pasticceria la trovi appena sfornata e confezionata con amore così da poter regalarla o gustarla in famiglia. La nostra Pastiera è una fedele promessa alla tradizione.
Buona Pasqua,
Pasticceria Cappiello


